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19/08/2009

Cereali oggi, tra crisi e speranze

La crisi nel settore dei cereali resta acuta. La persistente sofferenza dei prezzi del frumento e del mais, con ribassi di oltre il 50% in 10 mesi, sta avendo conseguenze gravissime sui bilanci delle aziende agricole.

Andandone a ricercare i motivi, si possono fare solo alcune considerazioni. In primis l’abbondanza dei raccolti appena conclusi. Il mercato mondiale dei cereali prevede infatti una produzione di 2.232 milioni di tonnellate, pari ad un aumento del 4,9%. In secondo luogo il disinteresse dei mercati finanziari i quali stanno attraversando un momento in cui non dispongono di liquidità e non ritengono utile investire nelle commodities del settore primario. Infine e non da meno, la forte dipendenza con il prezzo del petrolio in un periodo di recessione globale e con una domanda sostanzialmente in calo.  

Considerando l’elevato livello dei costi di produzione, soprattutto per quel riguarda il mais, il riflesso immediato potrebbe configurarsi in un ulteriore calo delle semine del prossimo anno. In assenza di segnali positivi dal mercato nel corso del 2009, la perdita di ettari coltivati a cereali (quest’anno 500.000 in meno del 2008) in futuro potrebbe diventare strutturale ed aggravarsi ulteriormente.

Il Presidente di Coldiretti, Sergio Marini ha recentemente affermato “Ritengo che questa crisi, forse lunga e dai connotati inediti, potrebbe avere per il nostro mondo e per le nostre imprese anche un carattere salutare e può rappresentare un'occasione unica, forse irripetibile, per ridare un nuovo ordine delle cose dove verità e concretezza riacquisiscano il primato su falsità e finzione


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