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10/02/2009

CIP6: rinnovabili o assimilate?

Secondo il Presidente dell' Antitrust Antonio Catricalà, il costo per il GSE è stato di 3,746 miliardi di euro per le fonti assimilate (non rinnovabili) contro i 1,482 miliardi di euro per le fonti rinnovabili

Secondo il Presidente dell' Antitrust Antonio Catricalà, il meccanismo di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, garantito dai cosiddetti CIP6, è troppo oneroso e prolungato nel tempo. Lo ha detto, durante un'audizione alla commissione attività produttive della Camera spiegando che le distorsioni prodotte dal provvedimento continueranno "a gravare sui consumatori finali almeno per 7-10 anni ancora", anche se si ridurranno progressivamente.

Malgrado le correzioni apportate al meccanismo di sostegno negli anni passati, ha detto il presidente dell'Antitrust, "permangono le distorsioni derivanti dal fatto di sovvenzionare la produzione di energia elettrica da fonti assimilate e non rinnovabili in misura di gran lunga maggiore rispetto alle rinnovabili: nel 2007 il costo per il Gestore del sistema elettrico ( GSE) è stato di 3,746 miliardi per le fonti assimilate e non rinnovabili contro 1,482 miliardi per le fonti rinnovabili".

Inoltre, ha detto ancora Catricalà "è rimasto il problema derivante dalla lunghezza delle convenzioni e soprattutto della rilevante differenza fra il prezzo di ritiro da parte del Gse e il prezzo di cessione al mercato". Nel 2007, ha ricordato il presidente dell'autorità, il prezzo medio di ritiro pagato ai produttori incentivati, è stato di 112 euro per MWh contro i 60 euro del prezzo medio di assegnazione, ovvero il prezzo pagato da chi acquista la stessa energia.

(da www.milanofinanza.it)



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