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17/03/2010
Energia verde? Sì ma dall'estero
L'Italia è uno dei cinque Stati membri dell' UE che prevede di non riuscire a conseguire entro il 2020 il proprio obiettivo nazionale sulle fonti rinnovabili grazie alla produzione energetica interna, e che intende acquistare all'estero l'energia 'verde' supplementare necessaria per rispettare gli obblighi del 'Pacchetto clima' dell' UE.
La previsione, secondo quanto riferisce l'Agenzia Apcom, è stata confermata ufficialmente a Bruxelles dalla Commissione Europea, che ha pubblicato le stime inviate dai governi dei Ventisette riguardo alla produzione e importazione delle rinnovabili nei prossimi 10 anni.
L'Italia, secondo quanto il Governo stesso ha comunicato a Bruxelles, intende acquistare da paesi terzi energia rinnovabile e biocarburanti per circa 4 Mtep (tonnellate di equivalente petrolio) all'anno (calcolati al 2020) e in particolare fino a 1,1 Mtep di elettricità verde da Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia. Nel rapporto italiano si prevede anche la crescita di queste importazioni in quattro tappe: 0,086 Mtep nel 2014, 0,860 nel 2016, 1,170 nel 2018 e 1,170 nel 2020.
Intanto la Commissione Europea ha precisato che il nucleare continuerà a non essere considerato una fonte di energia rinnovabile. «Quando parliamo di energie rinnovabili non parliamo mai di nucleare - ha dichiarato la Holzner all' ANSA -. La politica della Commissione non è cambiata e continua a considerare fonti rinnovabili soltanto quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse». La portavoce ha ricordato che la Commissione UE non ha competenze sul 'mix energetico' e che spetta a ciascuno Stato fare le proprie scelte.
«La Commissione non ha competenze sul mix energetico, pertanto noi non interferiamo sulla scelta a favore o contro il nucleare - ha ribadito la portavoce - Ciò che per noi è importante è che siano garantiti standard di sicurezza molto alti, perché questo è un aspetto che riguarda tutti i cittadini della UE». Al momento del suo insediamento, Oettinger aveva annunciato che la Commissione sta preparando nuove regole per l'eliminazione delle scorie nucleari, che saranno probabilmente presentate entro la fine dell'anno.




