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03/11/2009

Cogenerazione, Italia dietro

In Europa il contributo della cogenerazione alla produzione di elettricità nel 2007 ha visto al primo posto la Danimarca con il 43%, seguita dalla Lituania con il 41% e dalla Finlandia con il 34%. Germania e Francia raggiungono il 12% mentre l'Italia con il 10% è molto distante dai Paesi più virtuosi.

A fornire il quadro poco incoraggiante della situazione italiana è Alessandro Clerici, presidente Fast e presidente onorario Wec-Italia: “Con le politiche di sostegno in atto, in Germania si ipotizza di quadruplicare la potenza da cogenerazione entro il 2020. In Italia pur in assenza di una politica energetica a sostegno della cogenerazione sarà ben difficile anche solo raddoppiare il contributo in MW installati oggi, rispetto ai circa 9 mila attuali. Ancora una volta brilliamo per una visione assai miope delle esigenze e delle opportunità a nostra disposizione”.

Secondo Clerici, “basterebbe che alla cogenerazione termico-elettrica venisse assegnato il 10% degli incentivi statali che oggi sostengono l'energia fotovoltaica per arrivare a una produzione, importante, di circa ottomila megawatt nel 2020”. Per Massimo Gallanti di Erse, al 2030 si potrebbe arrivare a 80 TWh di produzione di elettricità co-generata: “Se si effettuasse il passaggio alla cogenerazione ad alto rendimento – ha detto al convegno - questa è l'ipotesi più probabile per il mercato italiano”.

da FIPER

 

 

 

 



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