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20/11/2009
Poche biomasse, impianti a rischio
Nel Regno Unito la rapida espansione del settore della biomassa potrebbe creare serie difficoltà nel reperire la materia prima necessaria al loro funzionamento.
L’avvertimento è stato lanciato dal report stilato dalla Verdantix, che prevede l’espansione a larga scala degli impianti alimentati a biomasse con il conseguente aumento della dipendenza dai fornitori esteri vista la necessità di acquistare oltremanica cippato, pellet derivato dalla lavorazione degli olivi e noccioli dei frutti della palma.
“La domanda è destinata a salire nei prossimi anni, specialmente la creazione di nuovi impianti a biomasse progettati dal Drax e dalla MGT Power, che dovrebbero prendere forma – ha comunicato il relatore del documento James Pinney – e che consumeranno tra 1,5 e 2 milioni di tonnellate di combustibile all’anno, mettendo a dura prova le riserve del Regno Unito”.
Secondo le stime della Commissione forestale le importazioni di legname aumenteranno del 150% passando dagli attuali 20 milioni di tonnellate ai 50 milioni entro il 2015.
Il rapporto ha anche evidenziato che l’aumento della domanda di combustibile da biomassa potrebbe creare opportunità per un certo numero di imprese, compresi gli importatori biomasse, le aziende forestali, le società di logistica e le imprese di trasformazione.
Pinney ha sottolineato che la sfida di importare biomassa potrebbe anche cambiare l’approccio dello sviluppo di impianti a biomassa concentrandosi sugli impianti più piccoli, con una capacità compresa tra 5 e 10 MW, che possono contare su materie prime fornite da fornitori locali.
“Il problema con l’utilizzo della biomassa del Regno Unito è che se si deve trasportare per più di 60 miglia, i costi della logistica rendono il processo economicamente proibitivo” – ha detto – Ma se si sviluppa una rete di piccole centrali a biomassa, potranno accedere alle materie prime tramite la loro area locale”.
(articolo tratto da Rinnovabili.it)




